Eri qui seduto accanto a me con i tuoi stupendi occhi che che guardavano fissi dentro i miei e le tue mani che si intrecciavano con le mie ma dato che ormai non ci sei piu io posso solo ricordare tutto ricordandomi dei giorni estati insieme a te posso solo dirti che ti amo ancora questo tempo che passa inesorabile fa pensare che manchi solo tu la mia vita è diventaTA niente cosi che penso sempre solo a te a te che eri proprio il mio tutto in quella vita che ora non c'è piu e cercando di andar via dalla realtà riesco solo a ricordare tutto ricordandomi dei giorni estati insieme a te posso solo dirti che ti amo ancora questo tempo che passa inesorabile fa pensare che manchi solo tu tu che eri il mio tutto nella vita che non c'è piu posso solo dirti che tiamo ancora queste cose che non ti ho detto che forse mai avrai volevo solo dirti che ti amo ancora...
Scusami Se ho bisogno di chiamarti qualche volta per sentirmi meglio Se ogni notte io ti sento così forte che rimango sveglia Se ho lasciato la tua foto accanto al letto e non l'ho tolta mai Se rileggo quel messaggio che mi hai scritto prima di andar via Scusami Se non sono stato come mi volevi e se non son perfetto Se non ti ho telefonato per il giorno del tuo compleanno Se non resto indifferente adesso che c'è un altra al posto mio
Se non riesco a fare a meno di pensare a quanto è colpa mia
Perché ogni volta penso Che io non ti ho detto mai Quel ti amo maledetto che io adesso griderei Ma ormai non c'è più tempo E anche se io lo so che mi ami non ritornerai Scusami
Non ti fermare, dai fatti coraggio non piangere, a volte c'è chi come te non smette di combattere. Con questo amaro in bocca dai fatti forza, apri la porta, ancora dai, ancora una volta. Ci devi credere, la vita sai che ti ripagherà per quello che hai sempre dovuto perdere. Ascolta i battiti, senti stringere il tuo cuore, nonostante troppe ferite continua a spingere dai. Ancora una, per gli amici e per il cimitero in cui sotterri i loro sbagli, dai sorridi, dai. Ancora una, per quello in cui continui a credere perchè una vita senza sogni ti fa spegnere, dai. Ancora, per chi conosce più di te il dolore, e spera quando la speranza resta un'illusione. Trova il coraggio di resistere adesso, ancora una, e ancora un vittoria di te stesso.
Ancora una, a-ancora una, una volta sola insisti anche se fa paura. Non crollare mai perchè è quello che vogliono, non distrarmi mai perchè è quello che vogliono (x2)
Vedi me, dei periodi bui se li passano un pò tutti, ma per noi i nostri guai sembrano sempre i più brutti. E se qualcosa comincia a non andar bene, stranamente sti problemi ti arrivano tutti insieme. Lei ti ha lasciato, ci soffri ed è normale, pensi che nessuno possa capire quanto stai male. Hai casini in famiglia e al lavoro, hai voglia di sfogarti e di strozzare chi ti dice di star buono. C'è chi ti tratta come un cane, sminuisce ciò che fai perchè ti vorrebbe veder crollare. Sentirai le gambe cedere, ogni brutta notizia che arriva all'improvviso ti potrà stendere. Ci sono giorni in cui pensi peggio non possa andare, ma quel peggio è dietro l'angolo e fidati può arrivare. Già, la soluzione non è più quella pistola, la vita puoi cambiarla se vuoi, credici ancora.
Ancora una, a-ancora una, una volta sola insisti anche se fa paura. Non crollare mai perchè è quello che vogliono, non distrarmi mai perchè è quello che vogliono (x2)
Non lo permetto per primo a me stesso, non crollo, non smetto e non accetto un compromesso. Posso farlo, devo farlo, tocca tenere duro per ogni alibi concesso. E spesso non mi sono perdonato errori alla luce di giorni nuovi in mezzo a gente che cosideravo amica, ma alla fine si è scoperta, e sono solo traditori.
E qual'è il senso, non conosco la verità...
E lo prometto per primo a me stesso, e non smetto, e lo ripeto, non smetto. E se lo dico e l'ho scritto non smetto, è una questione di rispetto verso ogni aspetto. e chi ne sa ne da, conosce il concetto al cospetto di pà.
Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: "MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto" e poi ti mostrava "la posizione" che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza. "La posizione" è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, "la posizione" è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere. Quando "devi andare" in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di "me la sto facendo addosso". Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con "la bambina piccola che non può più trattenersi" e ne approfittano per passare avanti tutte e due! A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi "la posizione"... AAhhhhhh... finalmente... A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa "non sederti mai su un gabinetto pubblico!", così rimani nella "posizione", ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere "la posizione" richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli "O-CCU-PA-TOOO!!!", continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non sapevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero "non sai quante malattie potresti prenderti qui". Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente,cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. "Perché ci hai messo tanto?" ti chiede irritato. "C'era molta coda" ti limiti a rispondere. E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere "la posizione". E la dignità.
*Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto!!!!!!!!! *
Ciao, come stai? Tutto bene Mi hai pensato mai? Sai,giusto ieri Ti ho vista, camminavi tra i negozi Quanti ricordi, mi son tornati in mente Guardando i tuoi capelli
Non pensavo, che Bastasse così poco, per ricordare Chi cercavo di dimenticare, da tanto tempo Per paura di non trovare Un'altra che mi desse Quello che mi davi tu, che avevi tu (x2)
È stato eterno, senza fiato Solo un momento, giusto il tempo Di sentire l’inverno, che ci avvolge stanotte E ti fa perdere il senso che a volte, sembrava molto più intenso Molto più bello, molto più forte di questo
E solo quando ritorni, fermo nel tempo, Trovando la forza che ho perso
(Tu) Tu così importante, tu così presente, tu così per sempre
(io) Che mi vesto dei miei limiti, tutto se n’è andato ma restano i brividi E mi aspettavo,sai?, tutto più facile, è che nessuno ti insegna a ricevere Forse non serve adesso più chiedere scusa, lo senti questo silenzio che pesa
Non pensavo, che Bastasse così poco, per ricordare Chi cercavo di dimenticare, da tanto tempo Per paura di non trovare Un'altra che mi desse Quello che mi davi tu, che avevi tu (x3)